Toyota

Toyota trionfa nell’epica 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans

Toyota è emersa in cima a una titanica lotta per la supremazia nella 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans questo fine settimana (13-14 giugno), quando il marchio giapponese ha sconfitto BMW e Cadillac tornando al gradino più alto della tribuna a La Sarthe per la prima volta in quattro anni.

Le Mans

Una folla record di 350.105 fan a bordo pista ha assistito all’edizione più competitiva e coinvolgente di questa gara disputata due ore su 24 negli ultimi tempi, con soli 10,913 secondi di distanza tra il vincitore e il secondo posto – il piazzamento più combattuto nella storia del Campionato Mondiale di Endurance FIA.

Le basi per il sesto successo di Toyota a Le Mans sono state gettate nella prima mezz’ora, quando – proprio come BMW che ha ottenuto la vittoria decisiva a Spa-Francorchamps il mese scorso – il pluricampione del mondo ha rischiato di andare fuori dalla strategia per mettere le sue auto in aria pulita. Da un modesto 14° e 15° posto in griglia nella categoria Hypercar, quella scelta audace li ha saldamente catapultati in gara.

Per la maggior parte della gara, è stata la Toyota TR010 Hybrid #8 – che ha prevalso nella gara finale del FIA WEC 2026 a Imola in aprile – a sembrare la più destinata a conquistare i tristiti, con Brendon Hartley, Ryō Hirakawa e Sébastien Buemi che hanno offerto una prestazione stellare per superare la #12 Cadillac e la BMW #20 e mettersi in una posizione ideale per trionfare.

Il secondo dei due periodi di safety car di domenica mattina – necessario per effettuare riparazioni alle barriere dopo un pesante incidente di Ayhancan Güven sulla Porsche Manthey DK Engineering LMGT3 classe – ha riportato in corsa la Toyota gemella #7 guidata da Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries, dopo aver subito una lenta foratura all’inizio della quarta ora e aver dovuto correggere un problema al sensore dell’albero di trasmissione che l’aveva fatta cadere L’Ordine.

Da quel momento, la partita è iniziata, scatenando una spettacolare battaglia a quattro verso la bandiera a scacchi tra le due Toyota, la #12 Cadillac e la #20 BMW. Una combinazione della velocità grezza e scintillante di Kobayashi, dei sorpassi incisivi di de Vries – incluso un sorpasso audace su Norman Nato nella curva Mulsanne – e un pizzico di fortuna riguardo al tempismo di un Full Course Yellow nel finale è stato ciò che ha fatto la differenza per l’equipaggio #7.

Kobayashi ha quindi tagliato il traguardo per primo, assicurando la 51ª vittoria di Toyota al WEC FIA nella sua 102ª partenza – ristabilendo il suo sorprendente tasso di strike del 50% – e portando il marchio in cima sia alla classifica Costruttori che a quella Piloti.

“È difficile da mettere in parole,” rifletté Conway. “Vincere qui è sempre incredibile perché è una gara così dura, e anche la nostra avversaria è stata super dura. Ci sono stati momenti in cui ogni concorrente è stato forte. Penso che anche fino alle ultime due o tre ore non sapessimo davvero cosa sarebbe successo.

“Robin [Frijns] ha reso tutto super teso negli ultimi 30 minuti e penso che Nyck [de Vries] abbia chiuso gli occhi per l’ultima ora e si sia nascosto. Stavo camminando avanti e indietro nella stanza dei piloti e negli ultimi 30 minuti ho fatto circa 15 pause per andare in bagno! Ma ce l’abbiamo fatta, abbiamo fatto il lavoro e siamo qui. È stato un lavoro straordinario, quindi un enorme merito per tutti i coinvolti.”

La BMW #20 vincitrice di Spa, composta da Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde – il leader iniziale grazie a un intenso stint d’apertura del tedesco – alla fine non ebbe una risposta al ritmo della Toyota, ma i primi allori rappresentarono comunque il primo podio assoluto del marchio bavarese a La Sarthe dalla sua famosa vittoria nel 1999.

I piloti #8 Toyota hanno completato le posizioni del podio davanti alla #12 Cadillac V-Series.R, condivisa da Nato, Will Stevens e Louis Delétraz, con il trio lasciato a rammaricarsi una penalità drive-through per una violazione della ‘zona lenta’ domenica mattina e due soste ai box d’emergenza che probabilmente hanno negato al marchio GM il primo successo a La Sarthe.

La Cadillac gemella #38 – condivisa dall’eroe locale Sébastien Bourdais, dal pac di Hyperpole Jack Aitken e dal due volte vincitore di Le Mans Earl Bamber – era saldamente in corsa per il titolo fino a quando ha perso sette giri a causa di un problema al servosterzo a metà gara e poi si è ritirata.

Non ci fu una favola di quarta vittoria consecutiva per la Ferrari, vincitrice in carica, con le tre 499P Hypercar mai davvero in corsa. La #51 fu la migliore tra le vetture italiane al traguardo a scacchi, in quinta posizione, mentre la vettura gemella #50 fu uno dei quattro ritiri della categoria.

KEVIN GILARDONI ESTENDE LA LEADERSHIP PRO E A IMOLA CALA IL POKER DI PODI NEL LAMBORGHINI SUPER TROFEO

KEVIN GILARDONI ESTENDE LA LEADERSHIP PRO E A IMOLA CALA IL POKER DI PODI NEL LAMBORGHINI SUPER TROFEO

Date: 11 Maggio 2026

IL PILOTA SVIZZERO ASSIEME A SIMONE IAQUINTA SI CONFERMA PROTAGONISTA NELLA SERIE EUROPEA

Imola, 11 maggio 2026. Quattro podi su quattro (inclusa la vittoria conquistata al Paul Ricard) per Kevin Gilardoni, che a Imola ha esteso ulteriormente la propria leadership Pro nel Lamborghini Super Trofeo Europa.

Il secondo dei sei appuntamenti della serie continentale ha confermato al top l’inedito equipaggio del team DL Racing formato dallo svizzero, campione 2021, e da Simone Iaquinta, pilota quest’anno al suo debutto nel monomarca riservato alle vetture della Casa di Sant’Agata Bolognese ma di comprovata esperienza, i quali hanno completamente ribaltato a loro favore un weekend nato all’insegna delle incertezze.

Sul circuito del Santerno le cose non erano iniziate benissimo, con una serie di circostanze che hanno relegato Gilardoni ottavo (sempre nella classe Pro) al termine del proprio turno di qualifica di sabato.

In Gara 1 invece Iaquinta si è avviato dalla prima fila, mantenendo la seconda posizione e ereditando in pratica il primo posto dopo la penalizzazione per partenza anticipata inflitta al poleman Miloš Pavlović. Ciò nonostante una foratura nel giro di formazione che lo ha costretto a cambiare un pneumatico per adottare una gomma usata. Dopo le soste Gilardoni aveva sicuramente la vittoria alla propria portata, ma è stato palesemente ostacolato da un doppiato e non ha potuto difendere la propria posizione.

Quella di Gilardoni in Gara 2 è stata invece una condotta in rimonta, che lo ha visto progressivamente guadagnare diverse posizioni, mettendo dopo i pit-stop Iaquinta nelle condizioni di agguantare un terzo posto e altri punti importanti. Cosa che è avvenuta puntualmente.

Punti che adesso sono 51, quelli totalizzati dal binomio della DL Racing, che ha allungato decisamente il passo estendendo a quattro lunghezze il proprio vantaggio nei confronti del primo degli equipaggi inseguitori. Adesso seguirà una sosta di poco più di un mese.